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Il figlio di Sabrina Campolongo

Il figlio di Sabrina Campolongo

Marco Milani

Ferite, eredità e talento, ma anche vizi, fragilità, segreti, amori, violenze, dolcezze e silenzi. È attraverso la sapiente mescolanza di questi ingredienti, dosando le giuste proporzioni, che Sabrina Campolongo è riuscita, secondo chi scrive, nell’intento di offrire ai propri lettori un’opera narrativa che scava a mani nude e senza esitazioni nei meandri più nascosti dell’animo umano portando alla luce debolezze e voglie di riscatto, con il suo romanzo “Il figlio” edito da PaginaUno.

Lo fa attraverso la figura di Tommaso, il figlio del grande Ottavio Manfrè, un attore di notevole successo, vincitore di un premio Oscar e conosciuto nel jet set della cinematografia mondiale. Tommaso si porta sulle spalle il peso di un’eredità ingombrante, che lo segue come un’ombra nel suo cammino artistico. Anche lui ha scelto di calcare i palcoscenici, ma vorrebbe essere riconosciuto per il proprio talento e non perché è “il figlio di”. Tommaso è un bambino nel corpo di un uomo, bello e affascinante, ma mai cresciuto e che porta sul suo corpo le ferite ancora sanguinanti di un rapporto faticoso fatto di assenze e delusioni, di ombre e rimpianti, di silenzi e verità celate.

Perché Ottavio Manfrè, quando non posa sotto i riflettori, quando è lontano dalla calca delle ammiratrici, quando è al di fuori del proprio ambiente professionale, è un padre lontano e un marito distaccato.

Sarà Tommaso, accompagnato nel percorso da una figura femminile, una delle tante che gravitano, ciascuna a suo modo, attorno al giovane attore a far luce su quell’ombra, scoprendo forse una persona diversa e inaspettata.

“Il figlio” di Campolongo è un libro che si fa leggere tutto di un fiato. La narrazione è scorrevole, l’intreccio ben studiato, il lessico ricercato in molti passaggi. I personaggi, così come le ambientazioni, sono descritti con particolare cura, coinvolgendo il lettore in un pot-pourri di emozioni che lo conducono quasi nella scena. Stessa attenzione viene riservata alla psicologia dei protagonisti narrati.

È il primo libro, lo confesso e faccio mea culpa, che leggo di Sabrina Campolongo, ma rimedierò e anche in fretta.

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