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L’umanità alle prese con il riscaldamento globale in “Elbrus” di Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa

L’umanità alle prese con il riscaldamento globale in “Elbrus” di Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa

Librando Magazine

Il romanzo edito da Curcio nella collana Electi è ambientato in un futuro in cui gli esseri umani si trovano a fronteggiare il più grave dei problemi: la scarsità di risorse e le conseguenti difficoltà di sostentamento

TITOLOElbrus
AUTOREMarco Capocasa e Giuseppe Di Clemente
EDITORECurcio
COLLANAElecti
DATA USCITA15/10/2020
PAGINE118
GENEREFantascienza
ISBN9788868684693

È un mondo al collasso, in un futuro in cui l’umanità è messa a dura prova dalle conseguenze del riscaldamento globale, lo scenario in cui Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa hanno ambientato il romanzo di “Elbrus”, edito da Curcio nella collana Electi.

«Le vicende di Elbrus si svolgono nel XXII secolo – spiega Marco Capocasa -, in un futuro in cui i gas serra, derivanti dalle attività antropogeniche, hanno contribuito ad incrementare drammaticamente fenomeni come lo scioglimento dei ghiacci ai poli, il degrado dei suoli e la desertificazione. I cambiamenti climatici hanno contribuito ad accentuare fenomeni migratori verso le aree subpolari e polari del pianeta, provocandone il sovrappopolamento. In questo contesto, gli esseri umani si trovano a fronteggiare il più grave dei problemi: la scarsità di risorse e le conseguenti difficoltà di sostentamento».

In sostanza, la realizzazione della peggiore delle previsioni possibili, per immaginare la quale gli autori hanno attinto da fonti scientifiche, anche grazie alle loro passioni ed esperienze professionali. «Nel costruire questo scenario ci siamo basati sui risultati dei più recenti studi di climatologia – continua Capocasa -, in particolare sul lavoro di Patricia Nayna Schwerdtle et al., “Human mobility and health in a warming world”, pubblicato nel gennaio 2019 sul Journal of Travel Medicine, e sull’interessante studio di Chang-Eui Park et al., “Keeping global warming within 1.5° C constrains emergence of aridification”, pubblicato nel gennaio 2018 dalla rivista Nature Climate Change».

«Se il riscaldamento globale è il tema che fa da sfondo al romanzo, la sua trama è invece legata a doppio filo ai progressi della genetica e della genomica umana. In particolare– conclude l’autore -, abbiamo guardato allo sviluppo delle biotecnologie e dei più moderni metodi di manipolazione genetica, ispirandoci alla tecnologia di editing genomico denominata CRISPR-Cas9, messa a punto nel 2012 da Emanuelle Charpentier e da Jennifer Doudna».

IL LIBRO

Anno Domini 2113. La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

DAL LIBRO

«Eccola l’arroganza dell’uomo che erode gli equilibri che la natura ha costruito in milioni di anni, a opinione di molti l’ennesimo sopruso, un abominio di leghe di metallo».

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GLI AUTORI

Giuseppe Di Clemente nasce a Roma nel 1976. Appassionato fin da ragazzo di astronomia e fantascienza, la necessità di comprendere talune dinamiche della nostra esistenza lo porta a conseguire la laurea in economia, il che dà un’ulteriore impronta alla sua personalità, contribuendo a una visione complessa e contraddittoria del mondo. Nasce così il suo primo romanzo “Oltre il Domani” (L’Erudita – Giulio Perrone Editore, 2019), un racconto trasversale, dove la fantascienza è genere e pretesto per interrogarsi sul futuro degli uomini.

Marco Capocasa, antropologo molecolare, deve la sua passione per la fantascienza alle letture dei classici di questo genere. Laureato in Scienze Biologiche e in Antropologia Culturale, successivamente ha conseguito un dottorato di ricerca in Antropologia Molecolare. Autore di decine di articoli su riviste scientifiche internazionali, insieme a Giovanni Destro Bisol ha recentemente pubblicato due libri di divulgazione scientifica: “Italiani. Come il DNA ci aiuta a capire chi siamo” (Carocci, 2016) e “Intervista impossibile al DNA. Storie di scienza e umanità” (il Mulino, 2018). “Elbrus” è il suo esordio nella narrativa del fantastico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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