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“La vita segreta di Maud Dixon”, da Piemme il caso editoriale di Alexandra Andrews

“La vita segreta di Maud Dixon”, da Piemme il caso editoriale di Alexandra Andrews

In libreria il romanzo d’esordio della giornalista statunitense in corso di traduzione in ventidue Paesi e stato opzionato dalla Paramount per l’adattamento cinematografico

TITOLOLa vita segreta di Maud Dixon
AUTOREAlexandra Andrews
EDITOREPiemme
DATA USCITA04/05/2021
PAGINE352
GENEREThriller e gialli
ISBN9788856679397

È in libreria “La vita segreta di Maud Dixon” di Alexandra Andrews, edito da Piemme nella traduzione di Giada Fattoretto. Un formidabile thriller, in cui l’autrice tesse una rete magnetica che si stringe sempre più intorno ai suoi personaggi; una lettura imperdibile che ci fa interrogare sulla natura ambigua dell’identità e sulla potente, pericolosissima forza dell’ambizione. Primo romanzo della giornalista statunitense, “La vita segreta di Maud Dixon” è un caso editoriale in corso di traduzione in ventidue Paesi ed è stato opzionato dalla Paramount per l’adattamento cinematografico.

IL LIBRO

Chi è Maud Dixon? Solo due persone al mondo lo sanno. Una è la scrittrice che si nasconde dietro questo fortunato pseudonimo, l’altra è Greta Frost, la sua agente. Appena pubblicato, il romanzo di Maud Dixon è diventato un caso editoriale, e il suo nome è ormai sulla bocca di tutti. Eppure, un nome è tutto ciò che si sa di lei. Tra poco, però, a conoscerne la vera identità saranno in tre. Maud ha bisogno di un’assistente, e così nella isolata casa di campagna della scrittrice fa la sua comparsa, dopo accurata selezione, la giovane Florence. Ex assistente editoriale a New York, un passato incolore in Florida, il bruciante desiderio di diventare anche lei una scrittrice, Florence non riesce a credere di poter lavorare per “Maud Dixon”. Essere ammessa a condividere un segreto così grande la riempie di un’eccitazione incontenibile. Quando però, accompagnando Maud in un viaggio in Marocco, Florence si sveglia un mattino in ospedale, senza memoria, e senza nessuna traccia della compagna, un pensiero pericoloso le attraversa la mente. E se fosse il suo turno, adesso, di diventare Maud Dixon, e di prendersi quello che ha sempre sognato: la fama, la ricchezza, e la possibilità di scrivere? Stregata dalla sua stessa ambizione, Florence è di fronte a una scelta. Ma quello che non sa è che i segreti di Maud Dixon non sono affatto finiti…

DAL LIBRO

«Madame Weel-cock?»

Spalancò la palpebra sinistra, e una calda luce gialla la investì. La visuale venne attraversata da un’indistinta figura in bianco. Richiuse l’occhio.

«Madame Weel-cock?»

Intorno a lei risuonava un penetrante rumore di macchinari medici. Stavolta si impose di aprire entrambi gli occhi. Era stesa su uno scomodo letto isolato da due tende sudicie.

«Madame Weel-cock?»

Voltò la testa a fatica. Un uomo fasciato in quella che sembrava una divisa militare era seduto accanto al letto, e si sporgeva in avanti appoggiandosi alle cosce per guardarla con attenzione. Il suo viso aveva i lineamenti paffuti e plastici di un bambolotto. Non stava sorridendo.

«Madame Weel-cock» disse per la quarta volta.

«Helen?» chiese lei con voce malferma.

«Helen.» L’uomo annuì. «Sa dove si trova?»

Lei si guardò intorno. «Ospedale?»

«Esatto. Ha avuto una gran serata.»

«Gran serata?»

«Proprio così.»

Lei si lasciò sfuggire una lieve risata involontaria. L’uomo corrugò la fronte, palesemente infastidito. Poi qualcuno scostò la tenda sul lato sinistro. Si voltarono entrambi. Una donna con una fascia bianca in testa e una giacca dello stesso colore si fece avanti. Un’infermiera? Si sporse sul letto e sorrise con gentilezza. Disse qualcosa in una lingua straniera e riassettò la sottile coperta.

Infine, si rivolse all’uomo e parlò stavolta in tono più brusco. Lui si alzò, sollevando i palmi, conciliante; sorrise con distacco e aprì la tenda. L’uomo non c’era più.

Lei si voltò verso l’infermiera, che a sua volta stava uscendo dalla camera.

«Aspetti» gridò con voce roca. Forse l’infermiera non la sentì, oppure non le prestò attenzione.

Era sola.

Guardò il soffitto. Era coperto di macchie marroni dovute alle infiltrazioni d’acqua. Cercò di mettersi a sedere ma si ritrovò bloccata dal gesso che aveva al polso sinistro. Fu allora che si rese conto di provare dolore. Ovunque.

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Si voltò verso la sedia lasciata vuota da quel tizio. L’aveva chiamata Madame Weel-cock. Sembrava un’informazione rilevante, ma non riusciva a piazzarla all’interno di un contesto significativo. Richiuse gli occhi.

Poco dopo – o forse erano trascorse delle ore – la tenda si aprì di nuovo. L’infermiera era tornata in compagnia di un altro uomo.

«Madame Wilcox» disse lui. «Sono felice che si sia svegliata.» Parlava un inglese lento e preciso, scandendo meglio di quanto avrebbe fatto un madrelingua, ogni sillaba nitidamente staccata dalla successiva. «Sono il dottor Tazi. Ero di turno quand’è arrivata ieri sera con due costole incrinate, un polso rotto e vari ematomi sul volto e sul busto. Ha avuto un incidente d’auto. Vediamo spesso ferite simili provocate dagli airbag. È fortunata che non siano più gravi.»

L’infermiera, come se avesse atteso proprio quel punto del discorso prima di fare la sua mossa, le si avvicinò porgendole un bicchiere d’acqua e una pillola bianca grande quanto un molare.

«Idrocodone. Per il dolore» disse il dottore. «Tornerò oggi pomeriggio per vedere come sta, ma non credo ci sia ragione di trattenerla oltre domani. Nel frattempo, dovrebbe riposare, Madame Wilcox.»

Andò via, portando con sé l’infermiera vestita di bianco, ondeggiante dietro di lui come un velo.

Madame Wilcox. La ragazza pronunciò quel nome tra sé e sé. Helen.

Poi la luce si ritrasse e sprofondò nel sonno.

L’AUTRICE

Alexandra Andrews ha lavorato a New York e a Parigi come copy-writer, editor e giornalista per New York Magazine, The Huffington Post e The Paris Review, e nel 2021 è stata inclusa tra i “Writers to Watch” di Publishers Weekly. “La vita segreta di Maud Dixon” è il suo primo romanzo, un caso editoriale in corso di traduzione in ventidue Paesi e opzionato dalla Paramount per l’adattamento cinematografico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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