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Festivaletteratura di Mantova, al via la ventiquattresima edizione “a quattro piste”

Festivaletteratura di Mantova, al via la ventiquattresima edizione “a quattro piste”

Elisabetta Malù

A marzo scorso era quasi tutto pronto, ma poi la diffusione della pandemia ha imposto regole e limitazioni eccezionali e il programma è stato reinventato daccapo, ferme restando le sole date prestabilite, da mercoledì 9 a domenica 13 settembre 2020.

La ventiquattresima edizione di Festivaletteratura, che si inaugura oggi a Mantova, è infatti una manifestazione del tutto inusuale rispetto alle precedenti, spiegano gli organizzatori, ma “nello stesso tempo fortemente riconoscibile”. Quello di quest’anno sarà dunque “un Festival a quattro piste, attraverso la proposta di eventi dal vivo e in streaming all’interno della città, l’apertura di una radio del Festival, la pubblicazione di un almanacco, la creazione di contenuti speciali per il web: quattro “spazi” di incontro e partecipazione, autonomi e interconnessi, capaci di garantire ad autori, lettori e amici del Festival di essere comunque presenti, secondo la propria sensibilità e nonostante i limiti agli spostamenti, e di accogliere anche chi del Festival non aveva mai sentito parlare”.

E non si tratta semplicemente di raccogliere la sfida del presente: “In questo stato d’eccezione non potevamo che sperimentare e la nostra convinzione è che tutto quello che proveremo a mettere in atto quest’anno non sarà soltanto una parentesi in attesa del ritorno alla normalità, ma il punto da cui incominciare a immaginare le edizioni future”.

Diversi i nuovi format immaginati per aggirare lo scoglio dell’inaccessibilità dei luoghi tradizionali  di incontro, dalle “profezie”, con cui si aprirà l’edizione 2020 e che vedranno protagonisti numerosi autori tra i quali Carla Gianotti, Luca Mercalli e Mirko Zardini sulla terrazza che si affaccia su piazza Santa Barbara, a Piazza Balcone, al furgone poetico che si aggirerà per Festivaletteratura caricando ogni giorno poeti e artisti come Chiara Carminati, Tommaso Di Dio e Massimo Giuntoli e sosterà in piazze, sagrati di chiese, orti urbani, spazi industriali di particolare suggestione.

In programma anche alcune “viste d’autore” sul patrimonio artistico-architettonico della città affidate a cultori della materia come Luca Molinari sulla facciata della Basilica di Sant’Andrea, e la riscoperta delle due principali biblioteche cittadine, la Teresiana e il Baratta, con Carlo Ossola e Hans Tuzzi, per quanto riguarda le collezioni antiche della Teresiana, mentre Luca Crovi, Marcello Fois e Beppe Severgnini, tra gli altri, guideranno il pubblico tra romanzi classici e contemporanei, gialli e libri per ragazzi, raccolte poetiche e saggi scientifici.

Se il programma risulta complessivamente ridotto di un terzo rispetto all’anno scorso, naturalmente il Festivaletteratura non poteva fare a meno del confronto tra autori e pubblico, in sedi storiche come Piazza Castello, Palazzo San Sebastiano e il Chiostro del Museo Diocesano dove saranno protagonisti, tra gli altri, David Grossman, Suad Amiry, Martín Caparrós, Javier Cercas e Tishani Doshi.

Le interviste impossibili, ovvero una serie di incontri in streaming con alcuni degli autori più corteggiati da Festivaletteratura dalla prima edizione a oggi, saranno invece l’occasione per “avverare sogni rimasti a lungo irrealizzati, e tentare tutto ciò che dal vivo sarebbe rimasto comunque impraticabile”, spiegano ancora gli organizzatori, con due appuntamenti al giorno con pensatori, narratori e artisti di fama internazionale. Eventi accessibili gratuitamente via web e che sarà inoltre possibile seguire a Mantova nello spazio della Tenda Sordello nonché presso alcuni bar della città e in alcuni spazi dell’Ospedale che hanno offerto i propri schermi per la diffusione in diretta delle interviste impossibili.

Tra i protagonisti che hanno ceduto al richiamo delle interviste impossibili si segnalano Paul Auster, Noam Chomsky, i premi Nobel Abhijit Banerjee ed Esther Duflo, Mark Z. Danielewski, Stanislas Dehaene, David Quammen, Judith Butler e Stephen Fry.

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A portare in tutte le case e a qualsiasi latitudine le storie, i pensieri, il rumore del Festival sarà invece Radio Festivaletteratura, che attraverso dodici programmi più un giornale radio quotidiano in onda tre volte al giorno, ospiterà oltre settanta ospiti presenti “in voce” dall’Italia e dal mondo.

Infine, novità di quest’anno, la creazione di un Almanacco, disponibile nelle librerie del Festival (alla Loggia del Grano e in Piazza Sordello), ma anche in una rete di oltre 140 librerie in tutta Italia. Si tratta di un libro collettivo in cui scrittori, artisti, pensatori (quasi 200 in tutto) potessero “annotare gli eventi a loro avviso notevoli di questo 2020, dare consigli pratici per la nuova stagione, offrire mappe e strumenti utili per il nostro tempo, immaginare quello che sarà”.

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