fbpx
Now Reading
Quando la storia incontra lo spirito d’avventura: “Nero saraceno” di Alessandro Luciano

Quando la storia incontra lo spirito d’avventura: “Nero saraceno” di Alessandro Luciano

Librando Magazine

Il romanzo storico edito da Marlin è un affresco avvincente, ambientato tra il Molise e la Campania all’epoca del sacco arabo di S. Vincenzo al Volturno

Nero Saraceno di Alessanro Luciano
TITOLONero Saraceno
AUTOREAlessandro Luciano
EDITOREMarlin Editore
COLLANAIl portico
DATA USCITA09/07/2020
PAGINE216
GENERERomanzo Storico
ISBN9788860431585

Un’abbazia alle sorgenti del Volturno. Un vescovo senza scrupoli. Un’orda saracena assetata di sangue. Con un ritmo serrato e avvincente, l’autore fa rivivere al lettore una vicenda realmente accaduta, il sacco arabo di S. Vincenzo al Volturno dell’881, facendogli respirare la spiritualità della vita monastica ma anche il clima di tensione che attanagliava l’Italia centro-meridionale nel IX secolo. Il romanzo s’intitola “Nero saraceno”, ed è pubblicato da Marlin editore, la casa editrice di Tommaso e Sante Avagliano (collana Il portico). L’ambientazione si colloca tra il Molise e la Campania: tra l’abbazia, situata nei Comuni di Castel San Vincenzo e di Rocchetta, in provincia di Isernia, e il fiume Volturno che attraversa la provincia di Caserta, sfociando nel Mar Tirreno. Proprio nella Basilica di San Vincenzo al Volturno è stata appena commemorata la data del 10 ottobre 881, ricordando il martirio dei monaci.

L’autore del libro, Alessandro Luciano, ha lavorato per oltre dieci anni come archeologo nella stessa abbazia sul Volturno e ora lavora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre ad aver scritto il romanzo storico “Gli ultimi giorni del comandante Plinio” (tre edizioni in meno di un anno), sempre per Marlin editore.

«L’abbazia di S. Vincenzo al Volturno è nota come la Pompei dell’alto Medioevo ed è al centro del mio secondo romanzo. In realtà, però, il racconto prende le mosse da Napoli, capitale del ducato bizantino, laddove intrighi e complotti politici costituiscono il presupposto alla terribile incursione araba. In questo clima di tensione s’inserisce l’azione del monaco Bernardo, pellegrino in Terra Santa, il quale, nell’estremo tentativo di prestare soccorso all’abbazia e alla cristianità tutta, dalla Palestina s’avventura in una pericolosa corsa contro il tempo. Avventura che lo porterà a un lungo viaggio nel Mediterraneo», spiega l’archeologo e scrittore.

Le rivelazioni di Bernardo sconvolgono la comunità monastica, proiettandola nell’instabile scacchiere politico dell’epoca, dominato dai conflitti tra Carolingi, Longobardi, Bizantini e Saraceni. Intanto l’abate Maione e il suo fedele Cuniperto, impegnati a ricercare alleanze e ad approntare le difese, sono ignari che i Saraceni, accampati alle porte di Napoli, possono contare su un complice potente. Dopo morti misteriose e azioni di spionaggio, nell’anno Domini 881, lo scontro armato, violento e sanguinario, s’abbatte sull’abbazia.

La Storia e lo spirito d’avventura, la cura storiografica e il piacere della lettura si combinano in una scrittura che appassiona e coinvolge. Una scrittura che spinge pure a riflettere sui meccanismi universali che inducono gli uomini di ogni tempo a darsi battaglia e a lasciare morti e macerie in “guerre di civiltà” sanguinarie.

«Nella mente gli vorticarono altri pensieri: la prova dell’acqua, la punizione dei servi, le ronde armate tra le mura claustrali. Quello che, fino a poco prima, era un pacifico monastero di campagna, si era trasformato improvvisamente in un luogo di violenza. E il peggio, purtroppo, poteva ancora non essere arrivato», scrive Alessandro Luciano, dotato di forza icastica e della capacità di creare elementi suggestivi, disseminati nella storia, tra colpi di scena e ricostruzioni.

«Chi scrive un romanzo storico si muove continuamente tra tre filoni: la Storia documentata, il plausibile e la pura invenzione letteraria. Mi auguro di essere riuscito in questa complessa operazione storica e letteraria», aggiunge Luciano.

Leggi anche

«Viviamo in un’epoca incerta, in cui le istituzioni traballano, le città spopolate sono il pallido riflesso di ciò che erano un tempo. I monasteri rappresentano gli unici luoghi in cui si possa ancora vivere in pace. Certo, non vi arricchirete restando qui, ma avrete sempre di che sfamarvi. Volete andare via? Sappiate che lontano da qui ci sono guerre, carestie e pestilenze. Ascoltate la voce di chi è più anziano di voi: accontentatevi di ciò che Dio vi ha riservato, glorificatelo ogni giorno e comportatevi rettamente. Servite questo cenobio come merita e vedrete che ne sarete ricompensati».

L’AUTORE

Alessandro Luciano vive a Volla, vicino Napoli. È autore del romanzo storico “Gli ultimi giorni del comandante Plinio” (Marlin editore, III edizione), oltre che di articoli e libri scientifici relativi all’Archeologia, come “Iuxta flumen Vulturnum” (curato assieme a Federico Marazzi, 2015), resoconto dei recenti scavi archeologici all’abbazia di S. Vincenzo, che lui stesso ha coordinato sul campo per circa dieci anni. Lavora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e ha conseguito la laurea in Conservazione dei Beni Culturali, il diploma di specializzazione in Archeologia e il dottorato di ricerca in Scienze dell’Antichità. È Ufficiale della Riserva Selezionata dell’Arma dei Carabinieri (Nucleo Tutela Patrimonio Culturale).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

© 2020 Il Prisma Comunicazione - Studio Giornalisti Associati
P.IVA 02787520648 - Informativa sul trattamento dei dati personali

Il sito Librando Magazine partecipa ai programmi di affiliazione dei negozi IBS.it e Amazon EU, forme di accordo che consentono ai siti di recepire una piccola quota dei ricavi sui prodotti linkati e poi acquistati dagli utenti, senza variazione di prezzo per questi ultimi.

E' vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti senza inequivocabile autorizzazione scritta dell'editore

Scorri verso l'alto