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“Per un pugno di cioccolata”, in dieci racconti il monito di Helga Schneider contro gli orrori del Terzo Reich

“Per un pugno di cioccolata”, in dieci racconti il monito di Helga Schneider contro gli orrori del Terzo Reich

Nella raccolta pubblicata da Oligo Editore ancora una testimonianza diretta contro il nazifascismo perché “chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”

TITOLOPer un pugno di cioccolata e altri specchi rotti
AUTOREHelga Schneider
EDITOREOligo
DATA USCITA10/10/2019
PAGINE172
GENERENarrativa
ISBN9788885723238

Oltre vent’anni dopo la pubblicazione di “Il rogo di Berlino” Helga Schneider torna a raccontare nel solco dei ricordi di una bambina di appena sette anni, abbandonata dalla madre che scelse di far parte delle SS e che non ha mai dimenticato gli orrori di un regime totalitario che, come ha ribadito lei stessa, «è stato capace di contagiare un popolo intero con l’odio, la violenza, il razzismo e l’antisemitismo».

Il nuovo libro con cui Schneider ci consegna nuove testimonianze è “Per un pugno di cioccolata e altri specchi rotti” pubblicato da Oligo Editore. Una raccolta in cui fonde ricordi ed emozioni personali in avvenimenti solo immaginati.

Questi dieci racconti narrano vicende di fame, sofferenza, speranza, miseria, memoria, guerra e solidarietà. Raccontano vicende degli anni ’30 e ’40 del Nazismo e del Terzo Reich, ma lo fanno nel modo sublime dei grandi scrittori: partendo da personaggi della quotidianità. Aguzzini che si intrecciano a fanciulle indifese, spie e anziani nascosti per sfuggire alla morte, donne eroiche e soldati fragili.

La grande letteratura dell’autrice de “Il rogo di Berlino” e “Lasciami andare madre” (Adelphi) è qui rappresentata in pagine di lucida disamina dell’animo umano.

«In vent’anni del mio percorso letterario sono andata in moltissime scuole italiane per testimoniare della dittatura nazista, che ho vissuto sulla mia pelle da bambina – afferma Helga Schneider -. Intendevo sensibilizzare i ragazzi sulle leggi razziali nazifasciste che hanno causato l’uccisione degli ebrei e di altre minoranze innocenti mediante il soffocamento col gas, e poi bruciate nei forni crematori dei lager di sterminio. Ultimamente si avvertono precisi segnali che nelle scuole italiane non si insegni più la Storia contemporanea, per cui si parlava e gridava su tutte le strade e piazze “Fascismo! Nazismo!”, ignorando in realtà che cosa siano state le due dittature. Purtroppo, sono venuti a mancare i veri testimoni, creando un vuoto di Memoria della Storia. Io sono una testimone del Terzo Reich – conclude l’autrice – e desidero offrire con i miei racconti un affettuoso monito che ribadisca ancora una volta: “Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”».

L’AUTRICE

Helga Schneider nasce nel 1937 in Slesia, territorio tedesco che dopo la Seconda guerra mondiale sarà assegnato alla Polonia. Dal 1963 vive in Italia, a Bologna. Ha all’attivo libri per Rizzoli, Salani, Einaudi e Adelphi. In particolare, si ricorda “Il rogo di Berlino” (1995, vincitore del Premio Rapallo Carige). Nel 2019 ha vinto il Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI perché «propone ai cittadini del mondo e alle nuove generazioni la propria vicenda e quella della propria gente nel momento più buio della storia e dell’umanità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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