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“Pacifico”, da Voland il nuovo poetico romanzo di Stéphanie Hochet

“Pacifico”, da Voland il nuovo poetico romanzo di Stéphanie Hochet

Librando Magazine

La storia di un giovane soldato addestrato al sacrificio per l’impero giapponese dal 13 maggio in libreria, per la traduzione di Roberto Lana

TITOLOPacifico
AUTOREStéphanie Hochet
EDITOREVoland
DATA USCITA13/05/2021
PAGINE112
GENERENarrativa
ISBN9788862434218

Dopo i successi di “Sangue nero”, “Elogio del gatto”, “Un romanzo inglese” e “Il testamento dell’uro”, Voland porta in libreria “Pacifico”, il nuovo romanzo di Stéphanie Hochet, tradotto da Roberto Lana.

Capace di sorprendere i suoi lettori ad ogni nuovo romanzo, l’autrice francese stavolta sceglie di raccontare la storia di un destino, quello del giovane soldato Kaneda Isao, voce narrante di “Pacifico” che, al culmine della battaglia di Okinawa, si appresta a dare la propria vita per l’impero giapponese. Discendente dei samurai, Kaneda è stato iniziato al Teatro Nō ma ha anche studiato il latino e il greco e, grazie a un precettore occidentale, il teatro shakespeariano. Il suo è un racconto poetico, a metà fra il senso del dovere e il desiderio di vivere, con un finale del tutto inaspettato.

Un romanzo che indaga i pensieri di un giovane soldato davanti alla morte e ci svela la cultura e le atmosfere di un Giappone in bilico tra il passato e il presente.

IL LIBRO

Seconda guerra mondiale. Su una portaerei dell’Impero del Giappone il soldato Kaneda Isao si prepara a morire. Appassionato di aviazione fin da piccolo, Kaneda è stato addestrato al volo e al sacrificio di sé. È un sakura, un attentatore suicida formatosi nel codice d’onore dei samurai, e il 29 aprile 1945 la sua missione è schiantarsi contro un incrociatore americano. Anche se ha paura, anche se si interroga sull’utilità del suo gesto, non ha scelta. È una questione d’onore. Eppure, dubita. Sente che la guerra è persa e quel sacrificio non salverà il paese. Kaneda dovrà attingere alla sua educazione e alle usanze ancestrali della sua terra per trovare la forza di andare fino in fondo. Ma all’ultimo, quasi fosse un segno del destino, qualcosa non va come previsto: in pieno volo il motore del caccia emette uno strano rumore, sul quadrante si accende una spia.

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L’AUTRICE

Nata a Parigi nel 1975, Stéphanie Hochet ha esordito nel 2001 con il romanzo “Moutarde douce” a cui sono seguiti numerosi altri libri pubblicati con le più importanti case editrici francesi. Autrice di undici romanzi e un saggio letterario, ha ricevuto il Prix Lilas (2009), il Thyde Monnier de la Société des Gens de Lettres (2010), e più di recente, nel 2017, il Prix Printemps du roman. Ha curato una rubrica per “Le Magazine des Livres” e collaborato con “Libération”. Attualmente scrive per il settimanale “Le Jeudi”. Dell’autrice Voland ha già pubblicato “Sangue nero” (2015), “Elogio del gatto” (2016), “Un romanzo inglese” (2017) e “Il testamento dell’uro” (2019).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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