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“Memorie di un dittatore” di Paolo Zardi, una riflessione sul potere e la tirannia

“Memorie di un dittatore” di Paolo Zardi, una riflessione sul potere e la tirannia

Nel romanzo pubblicato da Giulio Perrone Editore l’autore dipinge il ritratto di un uomo inquieto e ne mette a nudo la natura feroce quando il potere, come un lupo affamato, lo sbrana e lo scarnifica

TITOLOMemorie di un dittatore
AUTOREPaolo Zardi
EDITOREPerrone
DATA USCITA25/02/2021
PAGINE302
GENERENarrativa
ISBN9788860045591

È lo stesso autore Paolo Zardi a definire il protagonista del suo ultimo romanzo, “Memorie di un dittatore”, pubblicato da Giulio Perrone Editore, come un uomo feroce e determinato ma anche dotato di un particolare talento. «Quel talento – spiega – che hanno quegli uomini privi di qualità che riescono a piegare i popoli, a ridurli in schiavitù o a trascinarli con loro in imprese folli e tremende». Per questo, sottolinea l’autore, la sua storia va al di là dello specifico ed è all stesso tempo anche la storia di tutte le dittature.

Un libro che è «una spiazzante meditazione sul potere», per dirla con lo scrittore Paolo di Paolo che lo ha proposto fra i candidati al Premio Strega 2021, evidenziando come Zardi «addomestica la distopia, traveste da satira un romanzo serissimo e perturbante sull’eterna attesa di un popolo radunato sotto a un balcone. E su come l’uomo che infine si affaccia, per paradosso, incarni al meglio il peggio dei suoi sudditi».

IL LIBRO

Ha sfondato la porta del potere con la forza e, per più di un decennio, dopo un’ascesa irresistibile e minuziosamente pianificata, ha guidato l’Italia. Ora è esiliato in mezzo all’oceano, su un’isola che è regno e prigione. Ha lo sguardo rivolto al mare, nell’illusione di essere più vicino alla fuga; è invece relegato in un’enorme villa bianca, non sa in quale dei due tropici, in mezzo a una vegetazione esuberante e a tratti sinistra. In giornate che scorrono tutte uguali tra lunghi corridoi, saloni austeri e un’enorme biblioteca, si abbandona al passato e ai suoi fantasmi: l’educazione borghese, i primi scontri politici, la soppressione degli avversari, la manipolazione delle masse e infine l’assurda guerra contro la Repubblica del Congo. Le folle oceaniche sono solo un lontano ricordo e adesso a fargli compagnia ci sono Fernando, un servitore giovanissimo e selvatico, e la visita quotidiana di un medico che sorveglia la sua salute. Dei fasti antichi rimane un appetito ferino e una voracità senza misura che sfoga in accessi aggressivi ora su tartarughe e uccelli tropicali, ora su Fernando. Ma chi sono in realtà quei due uomini che gli parlano poco e lo osservano sempre? Quando la partita con il passato e il futuro sembra finita, ecco la possibilità di rimettersi in gioco. Per lui, contratto nella nevralgia da potere, nessuna isola è troppo lontana per abbandonare davvero il suo ruolo di comando.

L’AUTORE

Di professione ingegnere, Paolo Zardi ha pubblicato tre raccolte di racconti: “Antropometria” (Neo Edizioni, 2010), “Il giorno che diventammo umani” (Neo Edizioni, 2013) e “La gente non esiste” (Neo Edizioni, 2019); tre romanzi brevi: “Il signor Bovary” (Intermezzi Edizioni, 2014), “Il principe piccolo” (Feltrinelli Zoom, 2015) e “La nuova bellezza” (Feltrinelli Zoom, 2016); e cinque romanzi: “La felicità esiste” (Alet Edizioni, 2012), “XXI secolo” (Neo Edizioni, 2015), tra i dodici finalisti del Premio Strega 2015, “La Passione secondo Matteo” (Neo Edizioni, 2017), “Tutto male finché dura” (Feltrinelli, 2018) e “L’invenzione degli animali” (Chiarelettere, 2019).

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