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“Melodia della distruzione”, da Clown Bianco l’ucronia di Giuseppe Casa

“Melodia della distruzione”, da Clown Bianco l’ucronia di Giuseppe Casa

Il primo romanzo distopico per la casa editrice ravennate, illustrato da Walter Angelici

TITOLOMelodia della distruzione
AUTOREGiuseppe Casa
EDITOREClown Bianco Edizioni
DATA USCITA04/03/2021
PAGINE350
GENERERomanzo distopico
ISBN9788894909784

Clown Bianco apre al romanzo distopico con “Melodia della distruzione”, ultimo lavoro di Giuseppe Casa che con il suo stile graffiante, ironico, eccessivo ha dato vita a una realtà in cui l’aspirazione umana verso la creazione di un mondo ideale sembra essersi concretizzata.

Casa regala al lettore una ucronia in cui si avvertono echi dei più grandi classici del genere (da Orwell a Dick) e dell’horror (Stoker, Le Fanu, Shelley). Ma, soprattutto, riecheggiano gli incubi della contemporaneità, sezionati, analizzati, portati all’eccesso per presentare al lettore un’allegoria del presente e dell’essere umano.

“Melodia della distruzione”, inserito nella collana I gechi, è un libro profondamente politico, nel senso più antico del termine: è un libro che fa a pezzi il presente e, in maniera quasi schizofrenica, lo proietta in un ipotetico futuro in cui alcuni dei sogni più radicati negli esseri umani si sono realizzati. E per qualcuno sono diventati incubi.

Il volume è arricchito dalle illustrazioni dell’artista Walter Angelici, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.

IL LIBRO

Vincent Lamm ha cinquant’anni ed è un insegnante di filosofia.

La donna che amava, Sheila, lo ha lasciato per andare a vivere nella Colonia, un progetto di mondo ideale che attira sempre più persone. Di Sheila, però, non ci sono più notizie, sembra scomparsa nel nulla. E, prima di lei, erano scomparse parecchie altre persone.

Vincent decide allora di assumere una falsa identità e di trasferirsi nella Colonia. Vuole scoprire cosa sia successo a Sheila, ma sarà in grado di accettare le regole di City Live, la città ideale che sembra aver creato un’oasi di pace in cui ogni contrasto è soffocato ancor prima di nascere e vige la massima tolleranza per ogni comportamento umano? E, soprattutto, sono davvero “solo” umani gli abitanti di City Live?

Ad affiancare Vincent ci sarà la giovane Violet, brillante studentessa con un passato oscuro. A fare da sfondo alla vicenda, la campagna elettorale di Donato Reda, che il popolo venera quasi come un dio e che ha un progetto: far rivivere i grandi personaggi del passato.

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DAL LIBRO

Quando ho sentito parlare per la prima volta della Colonia, molti dettagli mi sembravano ambigui. Si sentivano certi discorsi sui Popoli Uniti per il Bene Europeo. Si sentivano certi discorsi sul reddito di base. Si sentivano certi discorsi sulla settimana lavorativa da cinque ore. Si sentivano certi discorsi su gente che spariva nel nulla e la Colonia aveva solo dicerie per poterlo spiegare. LifeCity più che una città, vista dall’alto, è un agglomerato di concetti. Padiglioni, centri commerciali, aree sportive, quartieri residenziali. Tutti attraversati da una rete di strade di accesso all’arteria Principale. Per quanto ne so, LifeCity è il simbolo della violenza più atroce che gli uomini abbiano mai fatto alla Terra, più atroce ancora della violenza inflitta nel passato. L’ultimo governo, per aumentare la produttività e scongiurare la glaciazione ha allungato la giornata, fa buio alle dieci di sera ora, e chiaramente ciò mi causa scompensi al ciclo metabolico, compreso quello del sonno.

L’AUTORE

Originario di Licata, Giuseppe Casa è autore tra l’altro dei romanzi, “La notte è cambiata” (Rizzoli, 2002), vincitore del Premio Stresa Giovani Autori, “Pit Bull. Cani che combattono” (Stampa Alternativa, 2008), “Blues” (Koi Press, 2012), “Metamorph” (Foschi, 2013), e di una raccolta di racconti, “Veronica dal vivo” (Transeuropa edizioni, 1998). Ha collaborato con riviste e giornali quali La Repubblica e L’Unità. Con Clown Bianco ha già pubblicato “Io non sono mai stato qui” nel 2017.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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