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“Il grande addio”, il nuovo libro di Sam Wasson su “Chinatown e gli ultimi anni di Hollywood”

“Il grande addio”, il nuovo libro di Sam Wasson su “Chinatown e gli ultimi anni di Hollywood”

Librando Magazine

Subito considerato alla sua uscita negli Stati Uniti, nel 2020, uno dei migliori libri sul mondo del cinema mai pubblicati, il volume edito da Jimenez nella traduzione di Gianluca Testani racconta la lunga genesi e la tormentata realizzazione del film diretto da Polanski, tra i massimi capolavori della New Hollywood degli anni Settanta

TITOLOIl grande addio
AUTORESam Wasson
EDITOREJimenez
DATA USCITA15/04/2021
PAGINE400
ISBN9788832036329

Arriverà in libreria il prossimo 15 aprile “Il grande addio. Chinatown e gli ultimi anni di Hollywood” di Sam Wasson, pubblicato in Italia da Jimenez nella traduzione di Gianluca Testani. Quattro i personaggi leggendari in un momento chiave della loro carriera, al centro del volume che celebra uno dei più grandi film della storia – Chinatown, anno 1974 – e insieme reinventa un genere narrativo, più vicino alla letteratura che alla cronaca saggistica, così come il film aveva reinventato un genere cinematografico (da noir a neonoir).

Roman Polanski, il geniale regista che aveva stregato la Mecca del cinema con le torbide ossessioni di Rosemary’s Baby e che stava cercando di elaborare il lutto per la tragica morte di sua moglie, Sharon Tate; Jack Nicholson, l’ineffabile attore rivelatosi con Easy Rider, qui per la prima volta impegnato in un ruolo da protagonista; Robert Evans, il visionario produttore che aveva ridato linfa all’agonizzante Paramount, trasformandola nel più fecondo e intraprendente degli studios; Robert Towne, l’angosciato sceneggiatore che voleva scrivere la storia della sua vita e non vincere un Oscar (e però lo avrebbe vinto). Protagonista anche la stessa Hollywood, nella sua stagione più ribelle, avventurosa e creativa, dopo il classicismo ormai stantio della golden age e prima della svendita alle mega-corporazioni.

Sam Wasson, penna raffinatissima e sguardo di ampiezza non comune, guida il lettore dentro la testa fratturata di un Polanski bambino nel ghetto di Cracovia e adulto davanti alla porta insanguinata della villa di Cielo Drive; negli abiti ben stirati di Jack Nicholson, un uomo senza padre e con troppe donne destinato a grandi imprese; nell’inquieta frenesia di Robert Towne, che contemporaneamente a Chinatown scriveva due storici film di Hal Ashby (L’ultima corvè e Shampoo) e intanto dava una mano a Coppola per risolvere le scene più delicate del Padrino; nella residenza di Robert Evans, Woodland, dove tra le fontane della piscina, le ragazze in bikini e le orchidee sempre fresche si faceva la storia del cinema; e infine, ma non ultimo, nella “nascita” di Los Angeles, avvenuta sulle macerie degli abusi di potere, della corruzione, della guerra dell’acqua, dell’addomesticamento del deserto, della mercificazione del sogno americano e dell’imboscamento dei segreti più terribili, uno dei quali – il più terribile di tutti – è il motore che fa girare Chinatown a un ritmo mai più eguagliato. Un film, e un libro, di una preziosità rara

L’AUTORE

Critico cinematografico, Sam Wasson è autore di sei libri, tra cui “Fosse” e “Fifth Avenue, 5 AM: Audrey Hepburn, Breakfast at Tiffany’s, and the Dawn of the Modern Woman”, tradotto in 12 lingue e con il quale ha scalato le classifiche del New York Times e del Los Angeles Times. Vive a Los Angeles.

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