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I segreti della redazione di un giornale in “Forse non morirò di giovedì” di Remo Bassini

I segreti della redazione di un giornale in “Forse non morirò di giovedì” di Remo Bassini

Il romanzo edito da Golem è una genuina e passionale dichiarazione d’amore del giornalista toscano per la sua professione

TITOLOForse non morirò di giovedì
AUTORERemo Bassini
EDITOREGolem Edizioni
DATA USCITA18/02/2021
PAGINE192
GENEREThriller e gialli
ISBN9788892910164

È in libreria “Forse non morirò di giovedì”, il nuovo romanzo di Remo Bassini edito da Golem. È il racconto di un’intervista che Antonio Sovesci, direttore di un giornale di provincia, concede ad una sua ex redattrice. In mezzo s’intersecano altre storie, con protagonisti numerosi personaggi che entrano ed escono dalla narrazione. E le vicende raccontate, comprese quelle d’amore e di sesso, riguardano la vita che si svolge all’interno di una redazione.

Remo Bassini è un giornalista e questo suo nuovo romanzo è una vera, genuina e passionale dichiarazione d’amore per la sua professione. È lo stesso autore a spiegare com’è nata l’idea della storia: «L’idea mi è venuta quando mi sono licenziato e ho lasciato il giornale che dirigevo. Ho pensato che c’è una storia che nessuno racconta mai: quella del giornale e di chi lo fa. Nel bene e nel male». «Se un giornale potesse raccontare la sua storia, per esempio, ci direbbe di articoli che sono stati scritti e che non sono mai usciti – continua lo scrittore -, o di articoli scritti piangendo, o di articoli coraggiosi, oppure, di articoli scritti in modo sciatto, vergognoso. Nel bene o nel male io penso che un giornale dovrebbe raccontarsi, ma con sincerità. E così ho pensato di scrivere un romanzo sul giornalismo raccontando, anche, le cose non dette».

Cosa deve aspettarsi il lettore? «Personaggi maldestri, ma veri. Io credo che quando si scrive… si scrive a basta. Si scrive con la mano, non con la testa. Ho sempre detto che un libro è un incontro tra chi lo ha scritto e chi lo sta leggendo. Per quanto mi riguarda, io mi considero il primo lettore: mentre scrivo, non so dove andrò a parare».

IL LIBRO

Riunione di redazione: davanti al direttore Sovesci, i suoi nove giornalisti. Siamo in un giornale di provincia. Arriva una notizia strana. Due uomini, forse due gay, di notte, in un parco, sono stati picchiati da quattro teppisti. Il direttore Sovesci dà indicazioni su come approfondire la notizia, poi lascia la redazione perché ha un appuntamento. Una sua ex giornalista, Caterina, che lavora in televisione, vuole intervistarlo. È un uomo solo. La moglie lo ha lasciato, è convinto che il giornale sia la sua seconda casa. L’azione si svolge in dieci giorni. Il romanzo è inframmezzato da spezzoni dell’intervista rilasciata a Caterina, in cui Sovesci parla del giornalismo di bottega, quando l’unico mostro tecnologico conosciuto e utilizzato in redazione era il fax, e del giornalismo libero.

DAL LIBRO

Sta camminando in fretta. La testa gli fa sempre più male e non ha più sigarette, ne troverà al giornale, le bustine che prende per l’emicrania, invece, sono a casa, riuscirà a metterci mano solamente dopo la chiusura, poi uscirà di nuovo, andrà in trattoria, cenerà da solo, come sempre.

A Caterina e al bronzo di Riace non ha chiesto dove sarebbero andati a mangiare, mica può pretendere che lo aspettino; gli han detto che domattina dovranno svegliarsi prestissimo per rientrare prima possibile alla base.

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Nella testa comunque continua a ronzargli il sospetto che Caterina possa essere andata a cena con Di Maso.

L’AUTORE

Remo Bassini, nato a Cortona, vive a Vercelli. Ha un passato da operaio, portiere di notte, studente lavoratore, giornalista. Ha diretto per dieci anni il bisettimanale storico di Vercelli, La Sesia, e ha collaborato con diverse testate (L’indipendente, Il Corriere nazionale, Il Fatto). Attualmente dirige il giornale on line Infovercelli24 e ha un blog su il Fatto Quotidiano. Ha pubblicato “Dicono di Clelia” (Mursia), “Lo scommettitore” (Fernandel), “La donna che parlava con i morti” (Newton Compton; ristampato da Il Vento Antico), “Bastardo posto” (Perdisa Pop), “Vicolo del precipizio” (Perdisa Pop), “Buio assoluto” (Historica), “Vegan. Le città di Dio” (Tlon), “La notte del santo” (Fanucci), “Il bar delle voci rubate” (I buoni cugini), “La donna di picche” (Fanucci).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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