fbpx
Now Reading
“A Londra con Virginia Woolf”, Cristina Marconi guida il lettore nei luoghi più cari della scrittrice inglese

“A Londra con Virginia Woolf”, Cristina Marconi guida il lettore nei luoghi più cari della scrittrice inglese

In libreria il nuovo volume edito da Giulio Perrone nella collana Passaggi di dogana

TITOLOA Londra con Virginia Woolf
AUTORECristina Marconi
EDITOREPerrone Editore
DATA USCITA25/03/2021
PAGINE118
GENERENarrativa
ISBN9788860045614

Nuova imperdibile tappa londinese per la collana Passaggi di dogana di Giulio Perrone Editore che torna nella capitale britannica, con il volume “A Londra con Virginia Woolf” di Cristina Marconi.

IL LIBRO

A Virginia Woolf i medici raccomandarono senza mezzi termini di stare lontana da Londra. Troppo sensibile la scrittrice, troppo animata la città: due elementi che, combinati, non potevano che gravare su un’anima già infragilita da lutti e dolori. Eppure, è a Londra che la scrittrice vorrà sempre tornare e sempre rimanere: nella capitale trova l’entusiasmo elettrizzante di una passeggiata fatta per comprare una matita, i suoni perduti di Orlando che pattina con la principessa russa sul Tamigi gelato, la vecchia Kensington dell’infanzia vittoriana e la nuova Bloomsbury, il salotto che accoglie intellettuali e artisti.

La vita di Virginia Woolf a Londra è scandita dai continui traslochi: otto in tutto. La casa che si affaccia su Gordon Square, chiara e vuota, la prima con la luce elettrica e il 38 di Brunswick Square, dove vive sola con tre uomini. Queste case sono il suo punto di vista sulla città, e cioè sul mondo intero, sulla realtà con le sue tragedie e i suoi cieli.

Cristina Marconi accompagna il lettore tra le vie e i quartieri, protagonisti e sfondo della vita e delle opere di Virginia Woolf che, anche “da una stanza tutta per sé”, celebra la città che somiglia alla sua anima: Londra e la scrittrice, ugualmente avide di vita, ugualmente tese verso il dramma. Entrambe tanto luminose, quanto popolate da ombre. Londra è una città di tombe, una città che fa amicizia con cimiteri e fantasmi; la stessa confidenza che Virginia ebbe con la vertigine della morte.

DAL LIBRO

Nel 1882 Londra si sente al centro del mondo. Capitale imperiale, con Vittoria sul trono da quarantacinque anni, nella metropoli si concentrano immense fortune coloniali e industriali. Il primo ministro è il liberale William Gladstone. Il progresso scientifico e tecnologico è accompagnato da un austero moralismo che si riverbera anche nelle arti e nella società. Le donne possono finalmente possedere una casa, ma non hanno diritto di voto e per questo, dal 1869, esiste il movimento delle suffragette. Nel 1882 muoiono Anthony Trollope, Charles Darwin e Dante Gabriel Rossetti. La prima centrale elettrica, quella del viadotto di Holborn, illumina la città e i suoi cinque milioni di abitanti. Nel 1901, alla morte della sovrana, saranno poco più di sei milioni. Guardando la mappa dei trasporti, il prosperoso ovest non va al di là di Notting Hill e a est la città si ferma più o meno a Bethnal Green. Se uno volesse ripiegare in quattro una cartina di allora, quasi esattamente al centro troverebbe un quartiere di piazze ariose e di giardini: Bloomsbury.

22 Hyde Park Gate (1882-1904)

Leggi anche

Verso la fine di una “piccola strada senza uscita a fianco di Queen’s Gate e di fronte ai Kensington Gardens”, a pochi passi dalla Royal Albert Hall, costruita in memoria del consorte della regina Vittoria, ci si “deve fermare un attimo davanti a quella casa altissima verso il fondo della via sulla sinistra, che all’inizio è di stucco bianco per finire poi in mattoni rossi”. Un edificio sulla cui tenuta Virginia Woolf non ha mai riposto molta fiducia: “È così alta ma anche – ora che l’abbiamo venduta lo posso dire – così sgangherata che all’apparenza una raffica di vento violento la potrebbe far crollare”. La costruzione continua invece a godere di ottima salute e sulla facciata ormai interamente bianca spicca l’insolito spettacolo di una colonna composta da tre blue plaque, le targhe di smalto pervinca con cui Londra celebra i suoi figli più illustri. È raro trovarne due su uno stesso palazzo, e tre è un numero esorbitante, ma al 22 di Hyde Park Gate, anche per gli standard di un quartiere di antica borghesia come Kensington – poco lontano ha vissuto ed è morto Winston Churchill – hanno abitato persone effettivamente fuori dall’ordinario: le sorelle Virginia Woolf e Vanessa Bell e il loro padre, Leslie Stephen. Una scrittrice, una pittrice e un monumento della cultura vittoriana più augusta e istituzionale.

L’AUTRICE

Romana, laureata in Filosofia alla Normale di Pisa, Cristina Marconi vive a Londra e da dieci anni racconta l’Inghilterra sui giornali. Con il suo romanzo d’esordio, “Città irreale” (Ponte alle Grazie, 2019), è stata nella dozzina del Premio Strega, ha ricevuto il Premio Rapallo Opera Prima e il Premio Severino Cesari. Insegna scrittura creativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

© 2020 Il Prisma Comunicazione - Studio Giornalisti Associati
P.IVA 02787520648 - Informativa sul trattamento dei dati personali

Il sito Librando Magazine partecipa ai programmi di affiliazione dei negozi IBS.it e Amazon EU, forme di accordo che consentono ai siti di recepire una piccola quota dei ricavi sui prodotti linkati e poi acquistati dagli utenti, senza variazione di prezzo per questi ultimi.

E' vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti senza inequivocabile autorizzazione scritta dell'editore

Scorri verso l'alto