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“1983: Operazione Budapest”, Gilberto Martinelli e Roberto Tempesta ricostruiscono il furto del secolo

“1983: Operazione Budapest”, Gilberto Martinelli e Roberto Tempesta ricostruiscono il furto del secolo

Il romanzo-verità racconta come la banda di italiani, in piena guerra fredda, riuscì a trafugare dal Museo di Belle arti di Budapest capolavori di Raffaello, Giorgione, Tintoretto e Tiepolo. Il libro pubblicato da Sandro Teti Editore nella collana Historos diretta da Luciano Canfora sarà disponibile in libreria da giovedì 13 maggio

TITOLO1983: operazione Budapest
AUTOREGilberto Martinelli e Roberto Tempesta
EDITORESandro Teti Editore
DATA USCITA13/05/2021
PAGINE240
GENERENarrativa
ISBN9788831492218

Novembre 1983: una banda di criminali emiliani trafuga sette capolavori del Rinascimento italiano dal Museo di Belle arti di Budapest. L’invulnerabilità del granitico e apparentemente inespugnabile sistema di Oltrecortina viene clamorosamente violata. Molto tempo dopo si saprà che servizi segreti, politica e criminalità hanno svolto un ruolo determinante in questa vicenda. Ma cosa si nasconde dietro il “furto del secolo”?

A raccontarlo sono Gilberto Martinelli e Roberto Tempesta nel romanzo-verità “1983: Operazione Budapest”, pubblicato da Sandro Teti Editore nella collana Historos diretta da Luciano Canfora, che arriverà in libreria da giovedì prossimo, 13 maggio 2021.

Nato da un progetto di ricerca, il romanzo ricostruisce la storia del clamoroso furto d’arte compiuto a Budapest nel 1983 da una banda di italiani di Reggio Emilia. La ferita inferta al regime totalitario e la temerarietà degli autori del furto hanno reso unica questa storia rocambolesca che mise in grave imbarazzo il presidente ungherese János Kádár. Attraverso la ricostruzione delle fasi investigative e le testimonianze dirette dei protagonisti si svelano le dinamiche che hanno spinto quei giovani criminali a compiere questa azione apparentemente isolata. A distanza di quarant’anni, però, un incredibile intreccio di interessi diversi, ma convergenti, apre uno scenario fino a oggi impensabile. Ne emerge un affresco del crimine internazionale permeato di politica, servizi e malaffare che andrà ad arricchire le pagine della storia italiana e internazionale.

DAL LIBRO

«Nemmeno dieci secondi dopo Giordano torna con due dipinti di grandi dimensioni, l’Autoritratto di Giorgione e il Riposo durante la fuga in Egitto di Giambattista Tiepolo; poi, subito dopo, la Madonna e sei santi, sempre del Tiepolo, e il Ritratto di gentildonna del Tintoretto; al terzo viaggio si blocca, come fosse in devozione: aspetta che Graziano leghi il primo quadro al cordino e poi gli passa, con visibile rispetto, la Madonna Eszterházy di Raffaello.

“Che pezzo, ragazzi!”.

Poi si riprende e scatta: “Vado nella stanza successiva, è buio ma ci provo”.

[…] Giordano oltrepassa di nuovo la stanza buia. Prende un olio su tavola, il Ritratto di giovane di Raffaello, e il Ritratto di gentiluomo di Tintoretto; poi raggiunge velocemente Graziano, che sta calando col cordino l’ultimo dei quadri. È di piccole dimensioni, Giordano lo infila sotto il braccio e ordina a Graziano: “Dai scendiamo, svelto!”».

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GLI AUTORI

Gilberto Martinelli (Roma, 1969) Si occupa di relazioni internazionali, in particolare tra l’Italia e l’Ungheria. Ha ricevuto vari riconoscimenti e nel 2014 è stato insignito del “Pro Cultura Hungarica” dalla Repubblica d’Ungheria per aver fatto luce nei rapporti storici tra le due nazioni. È considerato uno dei più qualificati tecnici del suono italiani, soprattutto in ambito cinematografico, dove è molto conosciuto.

Roberto Tempesta (Roma, 1953) Si arruola nei carabinieri in giovane età. Nel 1981, dopo una parentesi nei Reparti operativi speciali, si specializza e entra a far parte del Nucleo tutela patrimonio culturale, dove svolge un ruolo essenziale nei più importanti casi di recupero di opere d’arte sia in Italia che all’estero. È stato insignito di numerose onorificenze e ha ricevuto riconoscimenti internazionali.

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